Sempre più diffusa l’idea, e necessaria, di dare al proprio spazio vitale, in particolare quello della casa, un taglio di ecosostenibilità; ma da dove cominciare? Alcuni consigli.

Il concetto di ecostenibilità applicato all’abitare è uno dei trend di maggior diffusione degli ultimi anni, anche perchè la reperibilità delle informazioni attraverso internet, come anche degli acquisti, ha concretizzato questa possibilità, vissuta fino a qualche decade fa, come pura fantasia o dai costi proibitivi.

In sostanza le voci da soddisfare riguardano:

  • la scelta di materiali;
  • l’efficienza energetica della costruzione;
  • la riduzione generale dei consumi;
  • l’uso di energie rinnovabili;
  • la dotazione di elettrodomestici intelligenti.

Gli attuali materiali impiegati per costruire le nostre abitazioni sono il principale motivo di dispersione economica per le famiglie e danno ecologico per l’ambiente. Basti pensare che mediamente ogni famiglia spende dai 2000 ai 3000 Euro l’anno prima per riscaldare, poi per rinfrescare l’ambiente.

Progettisti ed architetti ‘illuminati’ già da diversi anni risolvono la problematica partendo proprio dai materiali di costruzione, quando il luogo lo consente.

Il legno è la materia prima principe, anche se oggi deve essere necessariamente certificata FSC e PEFC. Il suo uso ha molteplici effetti sia sull’impatto ambientale della costruzione, sia sulla sua vivibilità e, sembra, influenzi anche l’umore dell’essere umano. Inoltre consente, un domani, in caso di demolizione il recupero quasi totale dei materiali, alleggerendo la produzione di scarti e macerie edili, oggi tra le principali fonti di inquinamento.

L’isolamento termico è delegato alla lana roccia, il sughero, la lana minerale, la canapa, la calce e l’argilla: prodotti di provenienza naturale e con elevate prestazioni.

Il sistema energetico che alimenta l’abitazione è il nocciolo della matassa.

Oggi è possibile l’impiego del fotovoltaico e grazie ai pannelli di nuova generazione e ai numerosi incentivi e detassazione, il costo della realizzazione di un impianto è abbordabile. Ma quali funzioni deve avere?

Due principali: la produzione di acqua calda e la produzione e accumulo di energia elettrica in grado di alimentare tutte le funzioni dell’alloggio. In certi casi, alcuni impianti fotovoltaici di considerevole dimensione non solo, rendono la casa praticamente autosufficiente dalla rete elettrica, ma consentono anche la condivisione con la rete stessa dell’energia in eccedenza, diventando in un certo senso fornitori che immettono energia, anzicchè assorbirne. Grande risparmio in termini economici o addirittura guadagno.

I sistemi di riscaldamento sono l’altro anello forte della catena. Indubbiamente i più performanti restano quelli a pavimento, ma la possibilità di dotarsi di condizionatori caldo/freddo a pompa di calore aria-aria o aria-acqua, ed alimentati dal fotovoltaico, solo la soluzione più ecosostenibile.

Infissi, serramenti e superficie vetro devono a questo punto assicurare il massimo dell’isolamento in maniera da facilitare il mantenimento e il controllo della temperatura interna dell’alloggio evitando gli sbalzi termici. Torna anche in questo caso l’uso del legno in abbinamento con l’uso di vetri a camera.

Domotica per il controllo dell’efficenza ed elettrodomestici A+++ sono l’ultimo dettaglio necessario; e qui siamo nelle mani della tecnologia che consente il controllo dell’abitazione e delle sue funzioni, anche da remoto, riducendo di molto gli sprechi e aumentando la varie funzionalità.

In considerazione dell’esperienza COVID-19 e dell’avvio diffuso dello smart-working dobbiamo ritenere per il futuro l’uso dell’abitazione non solo come ‘guscio’ per la propria intimità domestica, ma anche come ambiente da abitare per un maggior numero di ore al giorno e con funzioni diverse. Ne viene che vivere una casa ecosostenibile avrà un’inevitabile ricaduta sulla nostra salute e qualità della vita.